Un safari in Sudafrica è una delle esperienze che si dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Che vogliate effettuarlo in completa autonomia, con un self-drive, o unirvi ad un gruppo organizzato, sotto la guida di ranger esperti, i numerosi parchi e riserve vi offriranno sempre incontri autentici con la fauna locale e strutture ricettive per ogni tipo di esigenza.
Ma qual è la differenza tra Parchi Nazionali e Riserve private?
Dipende dal tipo di esperienza che si vuole vivere: entrambi soddisferanno le vostre aspettative ma con modalità, atmosfere e costi diversi
Vediamo dunque le principali differenze tra le due soluzioni
Parchi Nazionali (es. Kruger National Park)
- Gestione: sono aree protette pubbliche, gestite dal governo sudafricano, in particolare dalla SanParks.
- Accessibilità: sono accessibili a tutti
- Costi : sono generalmente contenuti – l’ingresso giornaliero al Kruger, ad esempio, è nell’ordine di poche centinaia di rand (circa 15-25 €), e i rest camp interni offrono offrono bungalow semplici, piazzole per tende e negozi da budget a fascia media.
- Vastità del territorio: il Kruger copre quasi 20.000 km², con ecosistemi vari e un’altissima biodiversità.
- Autonomia: Safari con il proprio veicolo (self-drive) su strade asfaltate e sterrate
- Orari rigidi: i cancelli aprono all’alba e chiudono al tramonto; i game drive notturni sono limitati e vanno prenotati con il parco.
- Strade obbligate: è obbligatorio restare sui tracciati ufficiali, il che può rendere più difficile avvicinarsi agli animali.
- Affollamento: essendo aperti a tutti, c’è il rischio che nei periodi di punta (vacanze sudafricane, ponti) ci sia un sovraffollamento di mezzi che impediscono la fruizione normale del territorio del parco
Riserve Private (es. Sabi Sands, Timbavati, Madikwe)
- Gestione: sono terreni di proprietà privata che offrono un’esperienza safari esclusiva. Queste riserve sono spesso adiacenti ai parchi nazionali e condividono la stessa fauna.
- Accessibilità: sono accessibili ai soli ospiti delle strutture ricettive all’interno della riserva. Nessun veicolo esterno.
- Costi: più elevati. In genere si tratta di strutture medio-alte o di lusso con pasti gourmet inclusi, servizi extra come piscine e trattamenti spa. Il prezzo è quasi sempre all-inclusive (pasti, bevande, attività).
- Vastità del territorio: le riserve sono più piccole, quindi la varietà paesaggistica può essere inferiore, ma aumenta la densità dei predatori e la probabilità di vedere i Big Five.
- Autonomia: le attività seguono orari stabiliti dal lodge (game drive mattutino e pomeridiano); non sono consentiti self-drive, ma solo attività guidate con ranger/guida
- Flessibilità: possibili game drive notturni: i safari con fari spotlight sono la norma, aumentando le probabilità di vedere predatori in attività.
- Fuoristrada: I veicoli scoperti possono uscire dai sentieri per seguire gli animali da vicino.
- Esclusività: numero limitato di veicoli per avvistamento, spesso regolato da accordi interni (massimo 2-3 jeep per animale).
Dunque, quale è la soluzione migliore? In generale possiamo dire che dormire all’interno di un Parco Nazionale offre un’esperienza in stile “fai da te” ed economica, con safari su strade asfaltate; scegliere una Riserva Privata garantisce invece un soggiorno di lusso all-inclusive, safari in fuoristrada fuori pista e avvistamenti ravvicinati esclusivi.
Qualunque sia la soluzione scelta, rimarrà sempre un’esperienza indimenticabile
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